Lo shopping è anche online ma il negozio piace ancora

Shopping online

online

Ormai da qualche anno si è diffusa la possibilità di effettuare degli acquisti tramite internet, un’opportunità che viene fornita agli utenti in vari settori, dall’abbigliamento alla tecnologia, ma senza dimenticare il supermercato che porta la spesa direttamente a casa, evitando quindi di risparmiare anche il tempo che si dovrebbe trascorrere in negozio specialmente quando si è costretti a passare anche ore in coda.

La procedura è diventata con il tempo sempre più semplice e si ha anche la possibilità di scegliere la modalità di pagamento che più si preferisce, ma anche in alcuni casi di poter usufruire di alcune promozioni che vengono introdotte per i clienti online. Secondo un recente studio effettuato dalla società internazionale Accenture, però, sono ancora molte le persone che appaiono diffidenti sull’acquisto online e così web e telefono sono strumenti che vengono utilizzati solo nel momento in cui si ha bisogno di ottenere assistenza post vendita o si ha bisogno di qualche consiglio su come gestire al meglio il nuovo prodotto.

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Numerazione automatica dei canali per il digitale terrestre

Digitale Terrestre

Digitale Terrestre

Ormai tutta l’Italia sta progressivamente passando alla televisione digitale terrestre e questo porterà alla possiiblità di vedere immagini con una qualità superiore rispetto al passato, ma anche a una maggiore offerta di canali a disposizione. I nuovi televisori sono già dotati del decoder integrato, mentre chi ha un apparecchio più datato deve acquistare il dispoositivo esterno, anche se questo può avere la conseguenza di rendere disponibile a seconda delle varie abitazioni una numerazione differente dei canali che può essere difficile da ricordare.

Attraverso una riunione apposita l’autorità Garante delle Comunicazioni ha così stabilito un modello di numerazione dei canali che avverrà in modo automatico, una scelta proprio per poter facilitare le abitudini degli utenti. Questo progetto avrà una validità su tutta la penisola e stabilisce varie categorie di numeri in base al tipo di canale in questione: dall’1 al 9  e a partire dal 20 del primo arco di numerazione andranno quindi posti i canali generalisti; dal 10 al 19 e dal 71 alla fine verranno invece collocate le imittenti locali, mentre i canali specifici del digitale terrestre si troveranno fino al 70 del primo arco di numerazione.

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Ecco il “Panic Button” per i minori presenti su Facebook

Facebook

Facebook

Uno dei problemi che sono spesso vissuti da parte delle famiglie è quello di cercare di tutelare i propri figli, specialmente se sono minorenni, nel momento in cui si trovano a navigare in dato che non sempre è possibile, soprattutto per impegni lavorativi, controllarli quando sono connessi al web.

In particolare, da quando i social network hanno visto crescere la loro popolarità tra gli il pericolo è diventato più forte dato che in rete vengono pubblicati contenuti il cui messaggio non è sempre adatto a chi è ancora un adolescente. Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, grazie a un accordo con il “Child Exploitation and Online Protection Centre”, ha così introdotto un’iniziativa molto interessante e che consisterà nel poter utilizzare  di una nuova applicazione chiamata “panic button” che sarà presente nella home page del sito degli tra i 13 e i 16 anni.

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Ecco Leanback, primo canale della Google Tv

YouTube

YouTube

Era ormai da qualche settimana che Google aveva annnunciato l’intenzione di creare una personale, un progetto nato proprio dal grande numero di utenti che si connettono in mobilità, un fenomeno che appare in crescita anche in Italia, facilitati anche da tariffe apposite che permettono di non spendere in modo eccessivo.

Nelle ultime ore ha fatto così il suo ingresso sul web , che può essere considerato il primo canale appartenente alla creata dal gruppo di Mountain View, che nasce con l’obiettivo di distrarre e divertire gli utenti, anche se in realtà si tratta di un’interfaccia di accesso alternativa ai video pubblicati su Youtube. Questa scelta tematica è nata proprio dopo avere verifcato il consenso sempre costante da parte di milioni di persone al sito dove ognuno ha la possibilità di pubblicare dei video ed è per questo che nel momento in cui si accede a già da subito ci si trova di fronte una serie di filmati che vengono trasmessi uno dopo l’altro senza interruzioni.

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Allarme banda mobile, potrebbe saltare?

Gli , i cellulari di nuova generazione, sono ormai sempre più diffusi, e lo stesso si verifica anche per la connessione a , anche se non tutte le città italiane possono contare su una velocità a . In Italia, in particolare, il mobile è un fenomeno che appare sempre più diffuso come dimostra la crescita del traffico dati che si è verificata negli ultimi mesi e il crescente utilizzo delle chiavette usb che consentono di navigare anche senza la presenza di un personal computer.

Questa situazione però richiede una quantità maggiore di per impedire che si verifichi un intasamento delle reti 3g, un mezzo particolarmente sfruttato dai nostri connazionali dato che i punti di accesso wi-fi hanno ancora una bassa copertura territoriale. Il garante per le Comunicazioni Corrado Calabrò ha quindi sollecitato il governo a cercare di intervenire prontamente per agevolare la situazione e uno strumento adatto potrebbe essere proprio il potenziamento delle reti wireless.

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Google punta a fare da antagonista a Facebook

Google

Google

Negli ultimi tempi il consenso da parte degli utenti nei confronti di Facebook sembra essere cresciuto e nemmeno i problemi legati alla privacy che si sono verificati hanno sembrato scalfire questo successo. Sono comunque presenti in rete altri tipi di social network, ma nessuno di loro è riuscito a superare quello creato da Mark Zuckenberg e così un colosso come Google ha deciso di scendere in campo e cercare di provare a contrastare questa situazione.

Al momento si tratta solamente di indiscrezioni che sostengono che l’azienda di Mountain View ha in programma di lanciare un suo social network il cui nome dovrebbe essere quello di “”, ovvero “cercami su Google” con l’obiettivo di sottolineare quanto il motore di ricerca sia utilizzato più di una volta nel corso della giornata da parte degli utenti quando si ha bisogno di ricercare un’informazione. Il progetto prevederebbe inoltre l’idea di far conoscere ulteriormente i tanti servizi gestiti da Google e che potrebbero essere veicolati grazie alla pubblicità di Google Adsense che non è presente all’interno di Facebook.

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YouTube va in tilt per colpa degli hacker

Sono sempre di più gli utenti in tutto il mondo che scelgono di collegarsi a per poter vedere i video che quotidianamente vengono inseriti e che in alcuni casi permettono di rivivere alcuni momento vissuti nel passato, anche se per poterlo fare è qausi indispensabile possedere una buona connessione in modo che i filmati possano essere visibili senza difficoltà.

Nella giornata di oggi, però, chi ha scelto di visitare il sito ha dovuto affrontare alcuni problemi dato che un gruppo di è riuscito, quasi senza difficoltà, a entrare in possesso della stringa di testo che permette di modificare i filmati senza trovare opposizione da parte dei filtri che normalmente vengono inseriti. I social network e la loro ampia diffusione hanno quindi permesso che la notizia si diffondesse velocemente in rete evitando quindi che alcuni utenti potessero acedere al sito e che i propri dati sensibili potessero essere manomessi da parte di questi malintenzionati.

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L’editoria online grazie a Google diventa a pagamento

Oltre all’acquisto dei quotidiani in edicola, che rappresenta un mercato piuttosto in calo in Italia, gli hanno la possibilità di informarsi su quello che succede intorno a loro grazie anche ai giornali online, che hanno il vantaggio di essere costantemente aggiornati e di poter essere letti in modo gratuito. Già da qualche tempo, però, si era ipotizzato un cambiamento rispetto alla modalità attuale dell’informazione online.

Entro la fine dell’anno, infatti, è intenzione di , introdurre in rete un sistema integrato che permetta di continuare a informarsi attraverso i giornali online, ma che non saranno più visibili solamente in modo gratuito ma attraverso dei pagamenti. Il progetto prende il nome di “Newspass” e le modalità di funzionamento saranno motlo facili visto che sarà presente una sorta di “portafoglio digitale” a cui ogni utente potrà aderire attraverso una registrazione ed effettuare il versamento richiesto.

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Sky diventa più conveniente e crea posti di lavoro

 

L’offerta televisiva a disposizione degli utenti sta diventando sempre più ampia e grazie anche all’avvento del digitale si ha una maggiore possibilità di scelta che prevede oltre ai canali generalisti, quelli in grado di offrire una programmazione variegata per soddisfare il maggior numero di persone, anche quelli tematici, che si soffermano invece su un tema in particolare.

L’avvento di , la piattaforma satellitare che agisce in Italia dal 2003, sta diventando inoltre sempre più importante e grazie anche alla gestione dei diritti del calcio sono sempre di più gli abbonati presenti nel nostro Paese che hanno comunque la possibilità di scegliere tra vari pacchetti disponibili che variano per numero di canale e costi mensili. A partire dal prossimo 5 luglio i prezzi di alcune opzioni sono destinati a scendere e questo andrà ovviamente a vantaggio del pubblico che potrà accedere a Calcio, Cinema o Sport e abbinarlo a due pacchetti Mondo a soli 29 euro.

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Un dominio apposito per i siti porno

Navigazione siti

Navigazione siti

Uno dei timori principali delle famiglie nel momento in cui i figli navigano in è la possibilitò che possano entrare in siti dedicati soprattutto a un pubblico adulto ed è per questo che in alcuni casi si sceglie di introdurre un filtro al proprio pc per permettere di controllare meglio la navigazione.

Per cercare però di distinguere in modo particolare questo genere di siti, dopo diversi anni di attesa, si è finalmente arrivati a una decisione unico approvata dall, l’organismo che ha appunto di gestire gli indirizzo web e che ha ora stabilito di introdurre un suffisso apposito per i siti che contengono materiale pornografico. Fino ad ora i principali oppositori di questa linea di tendenza erano i governi perchè ritenevano che una misura del genere avrebbe potuto spingere ulteriormente alla diffusione della pornografia online, ma probabilmente si è capito anche che questo avrebbe potuto portare a introiti economici visto che sono sempre di più gli utenti disposti a spendere cifre per poter visitare siti osè.

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