Televisione

In arrivo la Google TV

Google deve i suoi tanti successi anche all’ampia offerta che è in grado di offrire a milioni di utenti in tutto il mondo riuscendo quindi a soddisfare le esigenze un po’ di tutti, ma nonostante questo non si vuole fermare qui e così secondo provenienti dal New York Post il prossimo progetto prevede la nascita di una televisione ad opera del colosso di Muntain View.

Per poter mettere in atto questa iniziativa con ogni probabilità il sistema operativo che verrà sfruttato sarà appunto , già attivo negli smartphone anche se finora non hanno riscosso un grande successo, ma si realizzerà anche una combinazione con sistemi televisivi che verranno realizzati appositamente per questo scopo.

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Per un mese niente talk show politici in tv

Santoro

Santoro

Una delle parti importanti del palinsesto delle nostre televisioni è costituita dai talk show di argomento politico che in molte occasioni presentano tra i loro ospiti ministri e onorevoli per poter discutere dei temi di attualità, anche se spesso in alcuni canali è indubbio l’orientamento del partito che intendono appoggiare.

A fine marzo, però, sono in programma le elezioni regionali e per questo è già stato stabilito che a partire dal 28 febbraio e fino al prossimo 28 marzo le trasmissioni di approfondimento non andranno in onda per poter rispettare la legge sulla par condicio. Questa decisione, però, inevitabilmente ha già scatenato polemiche a partire dai due conduttori delle reti che legano il loro volto a programmi chiaramente in appoggio alla sinistra, come e . Entrambi i giornalisti, infatt, ritengono particolarmente grave una decisione del genere perchè la considerano una sorta di abuso di potere e una mancanza di rispetto per i telespettatori che pagano il canone.

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Di Pietro si schiera contro il Decreto Romani

Di PietroContinuano le discussioni in merito all’adozione del , che è ancora in attesa di approvazione, anche se si dichiara profondamente contrario all’introduzione di questa norma. Secondo il leader dell’Italia dei Valori, infatti, se il decreto venisse approvato senza alcuna modifica sarebbe un modo che il governo utilizzerebbe per andare contro Sky, che al momento rappresenta la tv a pagamento più diffusa in Italia, ma allo stesso tempo per difendere .

Anche in questo caso quindi l’ex magistrato diventato famoso con “Tangentopoli” non perde occasione per schierarsi contro il presidente del Consiglio e prende quindi a pretesto anche questa situazione per mostrare la sua avversione nei confronti della maggioranza. Spetterà quindi al Parlamento nei prossimi giorni esprimersi sulla possibile introduzione della normativa che prevede lo stesso valore per le dirette effettuate in e e per quelle che vanno invece in onda in : per entrambe, infatti, sarà necessaria un’autorizzazione obbligatoria che possa stabilire se possano o meno essere trasmesse.

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Rinviati i primi switch off del 2010

digitaleEntro il 2012 in tutta l’Italia è previsto lo switch off, ovvero l’addio definitivo alla di tipo analogico che sarà sostituita dalla tecnologia in digitale, fenomeno che si verificherà in maniera progressiva di qui in avanti nelle varie regioni mancanti.

Le zone, infatti, che avrebbero dovuto attraversare questo cambiamento nell’anno che abbiamo da poco iniziato non saranno costrette ad acquistare decoder o nuovi televisori già da subito, ma aventualmente avranno tempo per farlo fino ai prossimi mesi di settembre e ottobre: si tratta di Lombardia e Piemonte Orientale e in una fase successiva toccherà invece a Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Liguria.

E’ stato il vice ministro alle comunicazioni, Paolo Romani, a presentare la richiesta nel corso di una riunione che si è tenuta oggi e anche i rappresentanti delle varie regioni che erano presenti e che sono stati infiormati della proposta hanno accolto positivamente lo slittamento. Il passaggio al digitale coinvolgerà diciannove province e ben dodici milioni di abitanti e questo farà sì che entro la fine del 2010 il 70% della popolazione italiana potrà fruire di un nuovo modo di vedere la .

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Le eccezioni per non pagare il canone Rai

raiCome ogni anno una delle tasse previste per il mese di gennaio è il pagamento del della Rai, che quest’anno è anche aumentando passando da 107,50 a 109 euro, anche se in molti, specialmente perhcè devono aggiungere a questo anche la pay tv, ne farebbero volentieri a meno. In realtà, però, deve essere saldato anche se si sostiene di utilizzare il televisore solamente per vedere videocassette e dvd o lo si sfrutta come monitor per i videogames perchè per definizione si tratta di una tassa che deve essere corrisposta per il possesso di un televisore in casa.

E’ importante inoltre sapere che viene classificata tra le imposte  e per questo è necessario conservare la ricevuta di pagamento per dieci anni in mood da non incorrere in problemi se ci dovessere essere dei controlli e si è inoltre obbligati a sottoscriverla anche se si hanno difficoltà nella ricezione di alcuni canali Rai. E’ quindi quasi inevitabile doverlo pagare, anche se possiamo segnalare tre eccezioni che permettono di essere esentati, anche se si tratta di casi molto rari:

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Mediaset prepara la “rivoluzione” televisiva

PierAnche la deve riuscire a stare al passo con i tempi e cercare di introdurre delle novità che possano sia essere apprezzate dal pubblico sia cercare di migliorare la qualità dei programmi sia delle immagini che vengono trasmesse. Anche quindi non può rimanere fuori da questo cambiamento e come ha annunciato il vicepresidente attraverso un’intervista rilasciata al magazine del “Corriere della Sera”,  “Sette”, uno dei pilastri pià importanti sarà rappresentato dal web.

Sarà infatti possibile attraverso il portale dell’azienda poter rivedere alcuni momenti di alcune trasmissioni, un momento che potrà essere utile se si è perso un programma ma anchese

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Altroconsumo denuncia i problemi del digitale terrestre

digitaleGià cinque regioni italiane (Lazio, Campania, Trentino Alto Adige, Sardegna e Valle d’Aosta oltre alle province di Cuneo e Torino) hanno affrontato il passaggio al terrestre e quindi hanno detto definitivamente addio alla tv analogica, quella tradizionale, ma sono ancora molte le famiglie che lamentano problemi nella visione dei canali.

A segnalare questo disagio è stata un’associazione importante come , che si occupa appunto di tutelare i consumatori, che ha ricevuto diverse lettere di protesta da parte di utenti arrabbiati che oltre ad avere speso soldi per acquistare il si ritrovano anche a non riuscire più a vedere la . Il problema però coinvolge anche chi vive in zone dove il non è ancora obbligatorio, ma si sono già premuniti con il che però non funziona per niente e quindi hanno dovuto riprendere a vedere i programmi attraverso l’analogico.

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La Apple punta alla televisione

AppleIl successo della Apple sta crescendo sempre di più nel corso del tempo e ormai non si limita più ai computer e all’iphone, ma vuole cercare di entrare a far parte anche dell’ambito televisivo. Le intenzioni dell’azienda della “mela” sono state anticipate da un organo di informazione importante come il Wall Stree Journal, secondo cui la Apple starebbe trattando con i principali network americani per permettere attraverso la sottoscrizione di un abbonamento a chi ha Apple Tv di poter vedere i programmi televisivi in .

E’ però ancora presto per poter definire a che punto stiano gli accordi, anche se reti importanti come la Abc e la Cbs non sembrano disdegnare una possibilità del genere. In entrambi i casi la partnership che la Apple potrebbe sviluppare sarebbe di sicuro interesse: nel caso della Abc, infatti, potrebbero essere inseriti due canali importanti che attualmente vengono trasmessi via cavo come Abc Family e , mentre nel caso della Cbs ci sarebbe la possibilità di mettere in rete telefilm e serie di apprezzate dal pubblico.

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I programmi mediaset visibili in internet in streaming

MediasetNon sempre è possibile vedere i programmi che vanno in onda in e se il videoregistratore non è disponibile allora si può ricorrere a internet dove si possono vedere le trasmissioni che ci si è persi. a partire dal nuovo anno sta quindi per introdurre un nuovo servizio che sarà proprio utile per soddisfare questa esigenza che spesso gli utenti manifestano.

L’annuncio è stato fatto dal vice presidente di attraverso un’intervista che ha rilasciato al quotidiano “Il Giornale” dove ha dichiarato che a partire dall’11 gennaio prenderà il via un nuovo portale video. .it

I programmi saranno disponibili per poter essere visionati pochi minuti dopo che sono stati mandati in onda e potranno essere fuiti in modo assolutamente gratuito: nel corso dei mesi l’offerta aumenterà sempre di più e in particolare riguarderà infotainment, news e reality, che riscuotono sempre un grande successo di pubblico e anche se sono stati visti in tv spesso può capitare di voler rivedere alcuni momenti suggestivi o divertenti.

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Arriva “Cubo”, il decoder unico di Telecom Italia

cuboNei prossimi mesi tutta l’Italia passerà alla digitale e quindi sarà obbligatorio installare nelle proprie case il decoder che permetterà di vedere i programmi di cui siamo abitualmente spettatori, ma anche nuovi canali che cominceranno ad andare in onda. Sarà quindi un modo nuovo e di qualità migliore per le immagini di vedere la e per seguire questo cambiamento l’amministratore delegato di Telecom, Franco Barnabè, ha annunciato l’arrivo sul mercato di un nuovo decoder, che prende il nome di “Cubo” e che servirà a fruire attraverso un’unico strumento la e internet.

Con ogni probabilità l’introuizione di questo nuovo dispositivo modificherà anche il modo di fare la perchè sarà diverso il modo in cui gli utenti si approcceranno ai programmi che andranno in onda. Al momento, però, si sa ancora poco delle caratteristiche che “Cubo” possederà perchè la presentazione ufficiale è stata fissata per mercoledì prossimo, ma secondo alcune dovrebbe contenere un hard disk interno da 500 GB che servirà a memorizzare i dati dei video on demand in modo tale che l’utente riuscirà a personalizzare la sua programmazione e lo stesso varrà anche per la tv in onda in internet e il .

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