Su Wikipedia sbarcano i video

Internet può essere una fonte importante di per gli studenti che hanno bisogno di approfondire degli argomenti in caso di ricerche scolastiche, ma anche per chi ama essere sempre informato e uno strumento molto utile in questi casi è certamente , l’ che racchiude notizie di ogni genere su vari temi.

Per cercare di mettere a disposizione degli un servizio sempre migliore anche ha deciso di rinnovarsi e così oltre a inserire nelle proprie pagine testi e immagini verranno inseriti anche i , un elemento che può essere utile e sempre apprezzato dagli amanti della rete come lo dimostra il successo riscontrato da siti come YouTube.

Il servizio sarà aperto a tutti gli che potranno mettere a disposizione personali che saranno quindi resi pubblici e messi online come è stato annunciato dall’Ova, l’associazine che promuove lo sviluppo di strumenti gratuiti e open source come saranno appunto questi presenti nell’. vengono comunque fornite anche alcune raccomandazioni destinate ai videoamatori che devono tenere presenti che i loro prodotti sono destinati a una enciclopedia, ovvero uno strumento adatto all’ alla , ritenendo quindi non adatte immagini ironiche o divertenti.

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L’applicazione di Wikipedia per iphone

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Altra applicazione indispensabile ai portatori di è quella che riguarda e lanciata dalla Wikimedia Foundation, l’organizzazione non profit che sorregge l’enciclopedia libera. Tale applicazione è l’ultima, è ufficiale e è gratuita sull’App della .
Essa consentirà agli utilizzatori del melafonino di aprire le pagine della nota enciclopedia web in maniera ottimale.
Nonostante si tratti di una prima release open-source che poco aggiunge agli altri software di questo tipo già disponibili per , gli sviluppatori intendono aggiornarla e implementarla nel tempo sino a trasformarla progressivamente in una vera piattaforma che consentirà di modificare le voci e caricare immagini o altri contenuti digitali direttamente dal cellulare.

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Wikipedia si dà al video

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, la popolare enciclopedia libera online, starebbe per implementare le proprie funzioni con la possibilità di caricare dei filmati correlati all’argomento trattato. Il risultato, ci si può immaginare, sarebbe un enorme ipertesto multimediale in grado di fornire supporti visivi per ogni tipo d’: dai documentari ai videoclip musicali. “La speranza è quella di costruire un enorme archivio di materiale storico, di discorsi politici, di documentari e di qualsiasi cosa può essere ospitata su ”, ha spiegato Erik Moeller, direttore della Foundation.
Tutto tramite il pulsante Add- che presto apparirà sulla home page.

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What’s Knol?

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è un modo nuovo per condividere le conoscenze sul Web diffuso da (in pratica, un attacco diretto a ). Ogni nuovo articolo si chiama e, come per Wiki, è possibile suggerire modifiche ad articoli già esistenti o semplicemente leggere i contenuti scritti da altri e condividerli.
Secondo il sito ufficiale, ha l’unico scopo di aiutare gli a condividere ciò che conoscono.
I “” sono considerati più di semplici articoli, sono infatti vere “unità di ”, su diversi argomenti.
Gli autori dei possono attribuirsi il merito del contenuto scritto, dare credenziali e chiedere revisioni e commenti.
Gli possono fornire un feedback, commenti e informazioni correlate. Naturalmente i sono indicizzati dai grandi motori di ricerca e i scritti bene diventano noti proprio come le pagine web normali. Il sito di consente a chiunque di scrivere e gestire i tramite un browser su qualsiasi computer.
Riuscirà a spiazzare ?

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La morte di Encarta

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ha annunciato ufficialmente che chiuderà tutti i siti della sua enciclopedia on line entro il 31 ottobre 2009 con l’unica eccezione di quello giapponese, che avrà vita fino al 31 dicembre. Oltre che i siti web, verranno quindi ritirati dal commercio anche i prodotti Student ed Premium. Tutto questo perchè? a causa di , ovviamente! L’enciclopedia libera e gratuita al servizio di tutti.
Questa la risposta ufficiale: “La categoria delle enciclopedie tradizionali e del materiale cui si riferiscono è cambiato. Oggi le cercano e consumano le informazioni in maniera molto differente rispetto a qualche anno fa”.

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Wikipedia a rischio: l’appello di Jimmy Wales

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Jimmy Donal Wales, il fondatore di , lancia da mesi appelli agli per raccogliere sei milioni di dollari che serviranno a mantenere il sito gratuito, ora composto da 11 milioni di articoli e visitato mensilmente da 275 milioni di .
“Le spese stanno crescendo assieme alla popolarità e lo staff di è composto da appena 23 . Bisogna migliorare il software che sta dietro l’intera enciclopedia, per rendere più semplici le ricerche e più facile la scrittura e la correzione delle voci”, queste le motivazioni. Ma per fare tutto questo e mantenere gratuita la consultazione, occorre dire di no ad ogni forma di pubblicità.
“Perché dentro , come in un parco pubblico o in una scuola, non c’è spazio per gli spot. Vogliamo che continui a essere libera e forte”.
Fino ad ora, infatti, la riuscita dell’opera faceva affidamento da un lato sul lavoro dei 150 mila volontari che hanno tradotto in 256 lingue differenti, dall’altro sulle donazioni dei singoli che credono nel progetto.
Sembra che comunque l’appello abbia dato i suoi frutti e, almeno per quest’anno, rimarrà libera.

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