ImHalal, il google arabo

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Con 500mila contatti nelle prime due settimane e una media giornaliera di 30mila negli ultimi giorni ImHalal si piazza come il di più usato nei paesi musulmani.
ImHalal – “sono Halal”- è il primo di per internet interamente musulmano: ideato da Reza Sardeha, un ventenne irano-kuwaitiano che vive in Olanda e studia Business Management, e inaugurato ai primi di settembre, è concepito in modo da assicurare ai musulmani di non incappare su internet in contenuti “haram”, ovvero proibiti. Quando la tocca “temi sensibili”, una schermata avverte il navigatore dei rischi, classificandoli con una scala da uno a tre.
Alcuni dei termini filtrati sono sex, gay, lesbian, pig o pork, satanic Verses.
Sardeha spiega che il sito è in costante evoluzione: “Riceviamo molti feedback dagli utenti e in qualche caso facciamo delle modifiche – racconta – e siamo in contatto con degli imam che ci aiuteranno a stabilire cosa deve essere considerato haram”. Ma l’idea di base è chiara: “L’ispirazione mi è venuta dopo lunghe discussioni con i miei amici riguardo alle ricerche con . Molti di loro sono finiti per caso su siti dai contenuti troppo espliciti: così ho pensato che avremmo potuto sviluppare un di nostro, più orientato verso i valori islamici”.

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Chrome Frame, è tutto ok?!

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Da pochi giorni ha proposto un plugin per portare all’interno di Internet Explorer, conservandone l’estetica ma sostituendone il . Frame nasce con uno scopo preciso: dotare il delle qualità e della velocità necessarie per facilitare sul l’uso dei servizi distribuiti per il Web. Per è una questione fondamentale: velocizzare il (anche quell’IE6 che molte aziende continuano ad utilizzare) significa aprire un mercato potenziale sul quale proporre le applicazioni SaaS made in Mountain View.
Dal team è giunta però questa considerazione: «Con Internet Explorer 8, abbiamo compiuto significativi passi avanti per rendere il più sicuro per gli utenti. Dati i problemi di sicurezza con i plugin in generale e con in particolare, Frame girando come plugin raddoppia l’area di attacco per malware e script maligni. Questo non è un rischio che raccomandiamo ai nostri amici ed ai nostri amici».

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XING Gadget per iGoogle

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Xing, il business social network leader in Europa, prosegue nel suo processo di innovazione per offrire agli utenti un networking sempre più efficace. E lo fa con il lancio della nuova funzione XING Gadget per iGoogle, l’home page personalizzabile.
In tal modo grazie ad iGoogle è possibile “creare” la propria pagina iniziale di accesso ad Internet scegliendo le applicazioni e i che si desiderano, per essere sempre aggiornati sui temi di interesse. Aggiungendo sulla propria pagina di iGoogle la nuova funzione Xing Gadget è possibile monitorare la propria rete business in qualsiasi momento, senza dover accedere alla piattaforma.
Xing Gadget è disponibile in italiano e in altre 4 lingue e permette agli utenti di vedere immediatamente chi ha visitato il proprio profilo, quante richieste di contatto si sono ricevute, e quanti messaggi privati non sono stati letti.

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Google Wave: la ricoluzione della comunicazione on-line

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Wave è un nuovo sistema sviluppato da Mountain View che trasforma , foto, documenti e molti altri contenuti in un flusso unico da condividere con i propri contatti in modalità istantanea o asincrona.
E’ stato da poco presentato in anteprima e sarà pronto entro fine anno.
In Wave tutto inizia con il semplice invio di un messaggio come in un normale sistema per la posta elettronica. I destinatari della missiva possono poi interagire inviando in tempo reale le loro risposte arricchite con immagini, filmati, documenti e gadget. Il passaggio tra le due modalità viene gestito automaticamente dalla piattaforma, che provvede a confezionare ogni “onda” a seconda delle esigenze degli utenti.
«In Wave puoi creare un’onda e aggiungere nuovi partecipanti. Tutti sulla tua onda possono utilizzare e formattare i messaggi di testo, utilizzare foto, gadget e anche i feed da altre risorse trovate sul Web. Possono inserire una risposta o editare direttamente l’onda. [Wave] offre una funzione per l’editing istantaneo dei testi, che ti consente di vedere sul tuo schermo ciò che i tuoi amici stanno scrivendo in un preciso momento nella tua onda. Ciò significa che Wave è perfetto sia per i messaggi istantanei che per i contenuti statici: rende possibili sia la collaborazione che la comunicazione» scrivono i responsabili dell’iniziativa sul blog ufficiale di .
La piattaforma di Wave è estremamente dinamica e consente dunque numerose possibilità di interazione, che potranno ulteriormente ampliarsi grazie alla progressiva diffusione delle API per gli sviluppatori di terze parti. Il progetto segue infatti la filosofia open source.

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Ecco Bing, l’anti-Google

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Si chiama “Bing” ed è il nuovo di di pronto a sostituire “Live search”, ormai degradato e inutilizzato dalla maggioranza degli utenti. Sarà disponibile a partire da lunedì 1 giugno negli Stati Uniti attraverso www.bing.com.
In realtà ne avevamo già parlato, all’inizio infatti il servizio aveva il nome di “Kumo”, ma non era ancora la versione definitiva.
“Live Search”, che possedeva appena l’8,2% del mercato statunitense, era molto indietro rispetto a (64,2%) e Yahoo! (20,4%). Ma cosa offre Bing di diverso? La principale innovazione sarà la classificazione delle informazioni per sotto-rubriche piuttosto che sotto forma di una lista indefinita di link a siti web; inoltre Bing sarà in grado di lavorare su intere frasi anzichè su parole chiave.
E’ stato definito il « delle decisioni» attraverso il motto: «Bing & decide».

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Twoogle, quando l’unione fa la forza

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Twoogle è il nuovo servizio che si insinua a metà strada tra e !
Ma cos’è Twoogle? é una sorta di di che evidenzia in tempo reale e in contemporanea, all’interno di due riquadri affiancati, tutti le informazioni reperibili su e riguardo a una parola chiave.
Consente, inoltre, di “splittare” la concentrandosi sull’uno o sull’altro. Infatti, da un lato abbiamo i migliori risultati della rete (), mentre darà i risultati in tempo reale riguardanti l’argomento della nostra .
Unico svantaggio, insufficiente per un monitor piccolo.
Per provarlo subito, http://twoogle.browsys.com/

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La parola più cliccata su LiveSearch è…”Google”!

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Live Search, prodotto da , nemico di , non riesce ad affermarsi come di . Questo fatto è confermato andando a vedere i dati sulle parole chiave maggiormente utilizzate nelle ultime settimane e, neanche a dirlo, il risultato è stato “” (1,02%) e “Yahoo” (0,6%).
I dati forniti dalla società di rilevazione Hitwise dimostrano come paradossalmente numerosi utenti accedano al di di per ottenere un link che li dirotti verso gli altri due.
E se Live Search fatica, ora punta al nuovo servizio “Kumo”, in via di sperimentazione.
Il nuovo di è stato concepito per aggregare nelle pagine dei risultati più contenuti di diverso tipo come immagini, testi, video e mappe, consentendo agli utenti di ottenere più rapidamente le informazioni ricercate, rivoluzionando il modo di e ottenimento delle informazioni.

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I primi 15 anni di Opera

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In aprile di 15 anni fa (1994) due appassionati di computer (Geir Ivarsøy e Jon von Tetzchner, ora CEO di ) decisero di gettare le basi per lo sviluppo di uno nuovo web , così nacque , un da 40 milioni di utenti.
«Geir e io sapevamo che il Web avrebbe per sempre cambiato il modo di vivere, lavorare e giocare delle : il web sarebbe stato lo strumento per rendere possibile tale trasformazione» ha dichiarato Jon von Tetzchner «Oggi, sono colpito da ciò che la nostra società è riuscita a raggiungere, insieme con la community di utenti su scala globale di . Nei prossimi 15 anni, miliardi di inizieranno a utilizzare il Web. Confido di poter dar loro nuove ragioni per scegliere . Ognuno di noi merita un buon , a prescindere dalle modalità con le quali ci si collega al Web».
è indiscutibilmente un molto verstile, in grado di essere applicato su un numero di dispositivi molto variegati, dai tradizionali personal computer ai dispositivi mobili passando per decoder e console per i videogiochi.
Pare però che negli ultimi anni la diffusione dell’applicativo si stia arrestando, detenendo una quota di mercato pari a meno dell’1%, questo a causa dell’agguerrita concorrenza.

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“Kumo” by Microsoft contro Google

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La Redmond, erede di Live Search, lancia un nuovo prodotto: nome in codice “Kumo”, un di in grado di far concorrenza diretta a . A quanto pare, inaugurerà il nuovo nato verso fine maggio/inizio giugno 2009, con una campagna pubblicitaria sul Web da 100 milioni di dollari, sebbene dalla società non sia arrivata alcuna conferma ufficiale.
Con “Kumo” gli obiettivi prefissati sono diminuire il gap con le rivali e Yahoo e aumentare i ricavi.
Fra qualche mese si potrà vedere quali nuovi servizi e quali strategie metterà in campo , in questa lotta contro i giganti.

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Google “ragiona” sulle ricerche

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Da pochi giorni si è rinnovato nelle funzionalità e nell’offerta per quanto riguarda il suo scopo principale, ovvero il di . A partire dalla versione USA, infatti, ora è lui che prova a capire cosa si sta cercando e ne fornisce una traccia.
In pratica, il risultato della contiene una stringa di parole – quindi non necessariamente una frase di senso compiuto – ma che sono ritenute dal attinenti alla così come è stata intepretata e che rinviano ad altre ricerche che sono state effettuate sul . E’ come se dicesse: forse stai pensando come queste altre ?
Questa nuova stringa (”snippet”) sarà indicata in neretto. Ma al di là di questa, ci saranno anche link a ricerche correlate in fondo al blocco di testo del risultato, in modo che non sarà una sola fonte ad essere indicata, perché il “ragiona” in termini associativi: cerca le relazioni tra le parole che avete indicato come elementi della .
Insomma, tutto un modo di agire completamente diverso dai classici “or” e “and” che ci avevano seguito fino ad ora!

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