Google Statistiche

ha lanciato la nuova versione italiana di Insights (visibile al link http://www..it/insights/search/# ). E’ uno strumento molto utile per chi vuole confrontare i statistici. Con Statistiche di ricerca è possibile infatti confrontare modelli di volumi di ricerca in regioni, categorie, intervalli di tempo e proprietà specifici. Visualizza. Il servizio già funzionava per il nostro mercato accedendovi dalla versione .com, ma è stato ora potenziato e localizzato, aggiungendo anche previsioni sull’andamento delle parole chiave e mappe animate.

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Fujitsu usb 3.0 ultra veloce

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Fujitsu Microelectronics Europe (FME) presenta il dispositivo MB86C30A, uno dei primi convertitori USB 3.0 che supporta la velocità di trasmissione dati ultraveloce a 5Gbps del SuperSpeed USB, la specifica USB 3.0. Questo è il primo della nuova serie di convertitori USB 3.0 – SATA.
L’interfaccia USB tradizionale aveva una velocità di trasferimento dati massima di 480Mbps con la specifica USB 2.0, ma troppo lenta per soddisfare le attuali esigenze di lettura e scrittura di volumi elevati di dati in tempi brevi. La specifica USB 3.0 (SuperSpeed USB) ratificata nel novembre 2008 risolve questo problema garantendo una velocità di trasferimento massima 10 volte superiore a quella dell’USB 2.0.

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FirendFeed, la condivisione social network

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FriendFeed si sta sempre più espandendo, il che significa che sui fanno la loro comparsa anche i file che potranno essere condivisi al pari di come si è fatto fino ad ora con le immagini.
Tale possibilità è già attiva anche se non è illimitata, è stato imposto infatti il limite di un massimo di 3 file audio al giorno, mentre i file proprio non possono essere caricati.
Ma cosa sono i gruppi FriendFeed? Sono coloro i quali hanno utilizzato il per collaborare all’interno di organizzazioni o società, dunque l’idea nasce per aumentare la produttività ma ora si pensa di espanderla anche ai privati.

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YouTube raddoppia!

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è proprio intenzionata a sfruttare al massimo il suo nuovo acquisto, cioè YouTube: infatti, da poco è stato raddoppiato il limite per i che si possono caricare, da 1GB si passa a 2GB.
Non aumenta, infatti, la durata massima dei , ma aumenta e di molto la qualità possibile e soprattutto il traffico (ovvero i costi). Ma se la mossa è stata questa evidentemente è un investimento ben calcolato.

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Microsoft lancia la versione beta di My Phone

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My Phone, il servizio di per i cellulari Windows Mobile presentato lo scorso World Mobile Congress a Barcellona, è arrivato alla beta pubblica.
Il servizio gratuito My Phone permette di fare un backup dei dati del cellulare in modo semplice e veloce consentendo di accedere, gestire ed eseguire il backup delle informazioni personali contenute nel dispositivo (contatti, foto, , calendario, messaggi e molto altro ancora) utilizzando un servizio Web-based protetto da password e facilitando in tal modo l’upgrade del telefono senza il rischio di perdere dati importanti.
My phone è disponibile in 25 lingue e tutti i possessori di un cellulare con sistema operativo Windows Mobile 6.0 e 6.1 possono scaricare ed utilizzare il servizio immediatamente visitando il http://sn1-p2.myphone..com/mkweb/Start.po?mkt=it-IT.
Per scaricare la beta di My phone invece si rimanda al link http://myphone..com/mkweb/Start.po?lc=1040&mkt=it-IT

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La memoria eterna

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Una recente scoperta realizzata dagli scienziati dell’Università di Berkeley potrebbe spingere aumentare di molto la «data di scadenza» dei supporti di archiviazione, rendendoli praticamente eterni.
La ricerca del professor Alex Zettl e del suo team di ricercatori ha infatti realizzato un prototipo di digitale eterno (se si considera che la vita media delle attuali memory card è di 10-30 anni) raggiungendo una durata di un miliardo d’anni e una capienza pari a un terabyte per pollice quadrato (un trilione di bit). Il tutto senza l’utilizzo di silicio ma della nanotecnologia. Quello che è stato fatto è l’aver inserito una nanoparticella di ferro in un nanotubo di carbonio: in presenza di un segnale elettrico, la nanoparticella può essere controllata e spostata con grande precisione all’interno del nanotubo, le cui estremità (ancorate ad elettrodi) rappresentano i due simboli (0 e 1) del codice binario.
Per ulteriori approfondimenti sullo studio si rimanda alla pubblicazione sul numero di giugno del mensile American Chemical Society’s Nano Letters.

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La banda larga fatica in Italia

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L’ è al settimo posto nella classifica dei paesi dell’OECD per numero di abbonamenti alla con 11 milioni circa di abbonati.
L’Organization for Economic Cooperation and Development ha da poco rilasciato un ampio rapporto sullo stato del broadband nei 30 stati che aderiscono alla famosa organizzazione internazionale; i forniti dall’OECD fanno riferimento allo scorso dicembre 2008.
Al primo posto si collocano ovviamente gli Stati Uniti con ben 80 milioni di abbonati al broadband. Al secondo si trova il Giappone con oltre 30 milioni di sottoscrizioni alla e, al terzo posto, la Germania con 22,5 milioni di utenti.
I per l’ sono poco incoraggianti anche dal punto di vista della penetrazione del broadband su base annua, ovvero dall’aumento di abbonati ogni 100 abitanti. L’incremento netto da dicembre 2007 all’ultimo mese del 2008 è stato pari a 1,96 su 100 abitanti, dato che colloca il Bel Paese nella diciottesima posizione della classifica stilata dall’OECD. La considerazione che si può fare è che il broadband italiano risulta ancora poco diffuso, nonostante i costi per la sua gestione su base mensile siano al di sotto della media dei paesi analizzati dall’organizzazione internazionale.

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Si visitano solo 6 siti per volta, ecco l’indagine Survey Shack

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Secondo i calcoli della Survey Shack, società di ricerca ingaggiata dalla per capire meglio come gli europei si muovono sulla grande Rete, su circa seimila intervistate (mille in italia), poco meno del 62% dei navigatori si limita a visitare non più di sei siti a volta e si tratta quasi sempre di pagine frequentate abitualmente.
“Nulla di strano – spiega Roberto Liscia, presidente di Netcomm (Consorzio del commercio elettronico italiano) e vicepresidente dell’Assinform, l’associazione per l’information technology di Confindustria – La Rete agli inizi era come un’area urbana senza piano regolatore, dominio di chi aveva il know-how per navigare o per costruire siti. Ora le cose sono cambiate: il mondo digitale è alla portata di tutti e si è fatto molto più strutturato in termini di offerta”.
Le aree più frequentate si riducono a tre: l’informazione, i e le pagine web dedicate all’intrattenimento (film, televisione, musica).
Seguono poi, almeno per l’italia, i siti dedicati allo shopping online, quelli che ruotano attorno ai videogame, i viaggi, lo sport, gadget e tecnologia, il gioco d’azzardo, la moda, infine gossip e celebrità. In testa alla graduatoria ci sono sempre i quotidiani e siti alla Facebook.
“Se è un servizio – continua Liscia – e non più una regione sconosciuta da esplorare, il tempo di navigazione diminuisce e si concentra su obbiettivi precisi. Vale per il mondo concreto, vale anche per quello online. Informarsi, comunicare, divertirsi e comprare sono le attività principali fuori e dentro la Rete. Ecco perché pure sul Web si preferiscono sempre più brand importanti, quelli che si conoscono e dei quali ci si fida”.

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Lo spam aumenta sempre di più

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Secondo l’ultimo report stilato da Symantec, gli costituirebbero ben il 90,4% di tutti i messaggi in transito.
Ben il 58% di tutto lo in circolazione proverrebbe dai cosiddetti “botnet”, ovvero network di computer utilizzati dai cybercriminali per le loro attività, quali sottrarre informazioni sensibili, lanciare attacchi o inviare .
Poi ora ci sono i social network, vera miniera d’oro in quanto a nominativi verso i quali indirizzare le nuove ondate di (indi per cui è buona norma fornire un indirizzo “alternativo”, non usato solitamente dall’utente per le importanti).
Ad esempio, negli Stati Uniti le ondate più feroci si avvertono tra le 9 e le 10 del mattino, mentre in Europa, il fenomeno riguarda tutta la giornata.
Una curiosità: la città più invasa è Hong Kong, dove lo è il 92,3% di tutta la posta elettronica in movimento.

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Bluetooth 3.0, si abbattono le barriere

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Ecco arrivata l’evoluzione naturale e tanto aspettata del : la versione 3.0, grazie allo Special Interest Group (SIG) che sovrintende a questa tecnologia senza fili, presente in circa due miliardi di prodotti in circolazione (cellulari, ma non solo). Grazie a questa nuova versione, la senza fili senza barriere tra prodotti dell’elettronica di consumo non sarà più un problema: al bando il vecchio macchinoso 8 versione 2.1.
La novità sta nell’implementazione del con (presente ormai in molti cellulari smartphone e altri apparecchi), il quale permette di incrementare notevolmente la velocità. Se due apparecchi dispongono di entrambe le , il , se si accorge che il file è pesante, accende il e porta a 24 Megabit al secondo la velocità di trasferimento (dagli attuali 3 Megabit).
Inoltre, un altro vantaggio è quello di poter comunicare con altre tecnologie radio, conservando il fatto di consumare poco la batteria.
Dal 2010 i primi prodotti con il 3.0 usciranno e saranno, oltre che cellulari, anche tv, set top box, lettori vari, pc e macchine fotografiche.

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