Scoperto l’hacker che ha colpito Mariposa

Gli attacchi informatici sono ormai sempre più frequenti ed è per questo che è bene cercare di proteggersi e prendere le oportune precauzioni, un comportamento che deve essere seguito già da ogni singolo utente evitando di diffondere che potrebbero poi essere sfruttati da malintenzionati, ma anche più a larga scala visto che si verificano anche episodi che riguardano milioni di computer.

Nel dicembre 2008, in particolare, si è verificata una situazione decisamente grave visto che a essere colpita è stata un’intera , a cui è stato dato il nome di , che comprendeva ben dodici milioni di computer e a causa di questo intervento l’ è riuscito addirittura a impossessarsi dei numeri di carta di credito e di altre informazioni bsancarie degli utenti coinvolti. Nei giorni scorsi, però, grazie all’intervento dell’FBI americano è stata scoperta la persona che era a capo del , uno sloveno, ma che non era impegnato da solo in questo compito e si stanno quindi individuando altri individui convolti anche al di fuori della Slovenia.

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Il 31 maggio il popolo di Facebook in protesta

Gli utenti di crescono sempre di più e gli ultimi dati che sono emersi e che riguardano il mese di aprile fanno sapere di un numero pari a circa cinquecento milioni utenti in tutto il mondo, livelli certamente elevati specialmente se si considera i problemi di che sono emersi negli ultimi tempi.

Gli utenti non sono quindi particolarmente soddisfatti del cambiamento che è stato attuato circa un mese fa e che ha portato a far sì che i degli utenti possano essere appresi e condivisi da tutti a meno di una richiesta esplicita di attuare la per il proprio profilo e così la protesta è stata inevitabile. Si ritiene infatti che questo modo di agire sia stato attuato da soprattutto per motivi di profitto e non tanto per sottolineare l’idea della condivisione tipica di un .

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Ancora problemi di privacy per Facebook

Nelle ultime settimane aveva effettuato alcune modifiche per cercare di tutelare i milioni di suoi iscritti diffusi in tutto il mondo che correvano il rischio di vedere la loro violata in modo tale che alcuni potessero entrare in possesso di e utilizzarli per scopi privati. Il problema, però, non sembra ancora risolto anche se è stata introdotta la possibilità di rendere invisibile ai motori di ricerca alcune informazioni contenenti nel proprio profilo dato che alcuni utenti hanno desistito da questa opzione ritenendo la procedura troppo complicata.

A questo punto si sono scherati contro il famoso social networkamerican l’ e alcuni senatori americani cbe richiedono al pià presto una modifica rispetto alla situazione attuale facendo in modo che si richieda un consenso chiaro ed esplicito agli escritti in merito all’utilizzo dei loro . Ora la decisione su come procedere spetta ai vertici di , anche se al momento non sembrano particolarmente preoccupati su questa vicenda.

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Un malware mette in pericolo l’ipad

Ipad

Ipad

Le vendite dell’ipad negli Stati Uniti sono già iniziate da qualche settimana  e i risultati stanno già andando ben al di sopra delle aspettative, anche se già cominciano a emergere alcuni problemi che gli utenti si stanno trovando ad affrontare. Proprio approfittando dell’alto numero di vendite, infatti, diversi hanno inviato agli utenti e-mail di spam invitandoli ad aggiornare il software attraverso iTunes.

Se i possessori della nuova creatura di Steve Jobs dovessero accettare il messagio il pericolo potrebbe essere reale dato che darebbe la possibilità a questi malintenzionati di controllare il computer ed entrare anche in possesso di e quindi arrivare anche a modificare conti correnti bancari.

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Twitter, dati degli utenti in pericolo

tiwtter rimane il maggiormente apprezzato da parte degli utenti e il numero dei suoi iscritti cresce ogni giorno anche a causa del modo in cui è strutturato visto che il suo principale concorrente, , è strutturato in modo tale da non oltrepassare un certo numero di caratteri nei post e questo non è un fattore che piace a tutte le persone.

Ora c’è però un’altra motivazione che potrebbe far desistere dall’utilizzo di e riguarda la tutela dei dati che gli utenti insieriscono al momento dell’istruzione e nel corso del loro utilizzo: i vertici del sito, infatti, hanno chiesto ad alcuni iscritti di modificare i che sono stati inseriti perchè sarebbero in pericolo e potrebbero essere manomessi da alcuni pirati informatici. Si sta comunque cercando di minimizzare la situazione visto che questo potrebbe spingere molte persone a lasciare il sito e a migrare ulteriormente verso , il cui predominio è al momento incontrastato.

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