Tiscali ed Eutelsat uniti per la banda larga via satellite

Sono diversi gli tra cui gli utenti hanno la possibilità di scegliere per poter avere la possibilità di connettersi a internet e tra le varie modalitò a disposizione c’è quella via che non si basa pià sulla copertura offerta dai ripetitori. Grazie a un accordo stipulato tra Tiscali ed , infatti, la compagnia telefonica renderà a disposizione di chi vorrà attivarla una proposta per la che prenderà il nome di Tooway grazie al dispositivo che verrà installato anche nel nostro Paese.

Si tratta di un servizio di Tiscali è particolarmente orgogliosa perchè permetterà agli utenti privati di avere a disposizione una ad alta velocità e di cui potranno avvantaggiarsi anche chi non ha una copertura o a . E’ la prima volta che un servizio di questo tipo e bidirezionale viene fornito in Europa, ma ha anche il vantaggio di avere dei costi del tutto simili a quelli dell’, un aspetto certo da non sottovalutare e che permetterà quindi di avere delle competitive. Nel nostro continente ci sono già dei clienti che utilizzano questo tipo di connessione e tra questi possiamo citare oltre all’Italia, Francia, Regno Unito, Spagna, Svizzera Germania e Irlanda, ma si sta già lavorando per poter estendere ulteriormente il servizio.

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Allarme banda mobile, potrebbe saltare?

Gli smartphone, i cellulari di nuova generazione, sono ormai sempre più diffusi, e lo stesso si verifica anche per la a internet, anche se non tutte le città italiane possono contare su una velocità a . In Italia, in particolare, il mobile internet è un fenomeno che appare sempre più diffuso come dimostra la del che si è verificata negli ultimi mesi e il crescente utilizzo delle chiavette usb che consentono di navigare anche senza la presenza di un personal computer.

Questa situazione però richiede una quantità maggiore di per impedire che si verifichi un intasamento delle reti 3g, un mezzo particolarmente sfruttato dai nostri connazionali dato che i punti di accesso hanno ancora una bassa copertura territoriale. Il garante per le Comunicazioni Corrado Calabrò ha quindi sollecitato il governo a cercare di intervenire prontamente per agevolare la situazione e uno strumento adatto potrebbe essere proprio il potenziamento delle reti wireless.

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Sempre più trasparenti sulla velocità dell’adsl

La connessione a sta crescendo sempre di più nel nostro Paese e grazie alla liberalizzazione degli è possibile per gli utenti scegliere anche il gestore che si preferisce in base a quello che si dimostra pià in grado di soddisfare le proprie esigenze. Capità però in molte situazioni che la velocità di navigazione che viene presentata nel momento in cui si stipula la tariffa non sia poi quella che effettivamente si registra in realtà e questo negli ultimi tempi ha scatenato diverse polemiche perchè non si ritiene corretto promettere un servizio che non è poi quello che si verifica nei fatti.

In diverse zone italiane, infatti, la massima è spesso un’utopia e per questo i principali hanno introdotto delle tariffe apposite che stabiliscono all’interno del listino la banda minima garantita, un’operazione che è stata richiesta anche su sollecitazione di SOS Tariffe per cercare di rendere il servizio più trasparente a favore degli italiani. All’interno del sito di ogni gestore, infatti, è ora presente sia la velocità minima di navigazione sia quella massima e già da questi si può evidenziare chiaramente una forte discrepanza.

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In arrivo decoder anche per banda larga

Decoder

Decoder

Tra due settimane anche gli abitanti della Lombardia e di parte del Piemonte dovranno affrontare l’appuntamento previsto con il , anche se per loro il 18 maggio consisterà in uno switch over, ovvero saranno al momento solo due i canali (Raidue e Rete Quattro) a finire sul satellite, mentre nei mesi successivi il cambiamento riguarderà anche gli altri.

Proprio in vista di questo avvenimento negli ultimi mesi in sono cresciute dell’85% le vendite di strumenti dedicati a questo scopo ed è anche per questo motivo che nell’ultimo periodo è stato lanciato sul mercato un decoder come Tvsat che permette a chi possiede la parabola di vedere oltre ai canali a pagamento anche dei nuovi a pagamento.

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YouTube festeggia il compleanno con un nuovo servizio

YouTube

YouTube

Sono passati ormai cinque anni dall’avvento nel web del sito YouTube e in quel periodo i fondatori avevano introdotto loro stessi la novità che avrebbe rivoluzionato la rete, ovvero la possibilità di visionare video pubblicati da altri utenti. Da allora il traffico del sito è cresciuto in maniera esponenziale non solo per il numero di visitatori, ma anche per quello che riguarda el persone che sceglono di pubblicare un contenuto da poter poi far vedere anche ad altri.

Nel 2006 c’è stato però un cambiamento al vertice del sito che è stato acquisito da  e nel tempo si è verificata anche una modifica nel tipo di video pubbicati che hanno cominciato a riguardare anche spezzoni di trasmissioni televisivi particolarmente curiosi e accattivanti. Il gigante di Mountain View si trova però ad accollarsi per questo tipo di servizio anche una spesa non indifferente pari a un milione di dollari al giorno, un importo necessario a garantire la banda larga utile a poter fruire di YouTube nel migliore dei modi.

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Continua la crisi del settore delle telecomunicazioni

Riuscire a comunicare in modo tempestivo e ovunque ci si trovi è diventato un po’ l’imperativo di questi ultimi anni e la navigazione in internet attuata senza più essere solo legati alla presenza di un computer ha sicuramente aiutato in questo, anche se rimangono ancora diverse zone del nostro Paese che non sono raggiunte dall’alta velocità.

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni già alla vigilia dell’appuntamento elettorale aveva annunciato l’intenzione di sviluppare ulteriormente la banda larga nel territorio da lui governato e ha per questo destinato specifici fondi, anche se questa non è una situazione che riguarda tutta l’Italia ed è per questo che il settore secondo alcune previsioni registrerà una di almeno il 30% in più  rispetto all’anno precedente.

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Formigoni annuncia investimenti per banda larga in Lombardia

Banda Larga

Banda Larga

Le ultime statistiche riferiscono di un’ decisamente indietro rispetto ad altre nazioni sviluppate per la copertura presente sul nostro territorio offerta dalla banda larga, anche se si è allo stesso consapevoli che per cercare di diminuire il divario sono necessari forti e in un periodo di come questo non è sempre facile trovare il denaro necessario.

In vista dell’appuntamento con le elezioni regionali che si preannuncia sempre più vicino, però, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che si è candidato anche per il prossimo mandato, ha già annunciato che uno dei punti cardine del suo programma sarà quello di avvicjnare la regione a una copertura del 99,8% mentre la parte restante verrà comunque raggiunta dal segnale satellitare entro il 2012. Si tratta di promesse certamente importanti che se messe in atto renderebbero il territorio vicini agli standard più importanti e che finora si sono registrati in Finlandia , Corea e Giappone.

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Google, in arrivo banda larga superveloce

Gli ambiti in cui Google opera sono tantissimi, ma l’azienda di Mountain View non si vuole fermare qui e ha così comunicato in modo ufficiale attraverso il suo blog di stare lavorando a un progetto decisamente ambizioso che potrebbe rivoluzionare le modalità di connessione degli utenti di tutto il mondo.

I vertici del motore di ricerca più diffuso, infatti, stanno realizzando una rete in che saràin grado di raggiungere la straordinaria velocità di un giga al secondo! Si tratterebbe quindi di una vera e propria rivoluzione rispetto alle nostre abitudini attuali dato che si supererebbe di cento volte l’ a cui viaggiamo ora in rete.

Per il primo periodo, però, si prevede una sperimentazione che verrà attuata negli Stati Uniti e che vedrà coinvolti almeno 50mila utenti, anche se in caso di esito positivo non è escluso che il progetto possa coinvolgere anche altre zone del mondo. L’oobiettivo principale sarà anche quello di verificare effettivamente come gli utenti potranno accogliere questo cambiamento e in che modo sfrutteranno una potenzialità così importante.

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Italia, per la banda larga male rispetto al resto d’Europa

banda largaInternet è un mezzo che per molti di noi è ritenuto indispensabile e ci sembrerebbe impossibile pensare alle nostre giornate senza poter navigare per divertimento o per essere informati su quello che accade intorno a noi, ma non per tutta è così e sono ancora molte le famiglie che non dispongono di una e ancora meno quelle che ne hanno una a banda larga.

Secondo i dati che sono stati rilasciati da Eurostat, infatti, solo una famiglia italiana su due possiede in casa una a internet e tra quelle che navigano abitualmente in rete solo quattro persone su dieci hanno a disposizione una a banda larga. In entrambi i casi questi numeri sono preoccupanti perchè segnalano una grande differenza rispetto alla media Europea: nel resto del resto del nostro Continente, infatti, il 59% può usufruire di una ad alta velocità, un tema particolarmente sentito da noi in questo ultimo periodo ma ancora poco sviluppato.

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La banda larga fatica in Italia

italia

L’Italia è al settimo posto nella classifica dei paesi dell’OECD per numero di abbonamenti alla banda larga con 11 milioni circa di abbonati.
L’Organization for Economic Cooperation and Development ha da poco rilasciato un ampio rapporto sullo stato del broadband nei 30 stati che aderiscono alla famosa organizzazione internazionale; i forniti dall’OECD fanno riferimento allo scorso dicembre 2008.
Al primo posto si collocano ovviamente gli Stati Uniti con ben 80 milioni di abbonati al broadband. Al secondo si trova il Giappone con oltre 30 milioni di sottoscrizioni alla banda larga e, al terzo posto, la Germania con 22,5 milioni di utenti.
I per l’Italia sono poco incoraggianti anche dal punto di vista della penetrazione del broadband su base annua, ovvero dall’aumento di abbonati ogni 100 abitanti. L’incremento netto da dicembre 2007 all’ultimo mese del 2008 è stato pari a 1,96 su 100 abitanti, dato che colloca il Bel Paese nella diciottesima posizione della classifica stilata dall’OECD. La considerazione che si può fare è che il broadband italiano risulta ancora poco diffuso, nonostante i costi per la sua gestione su base mensile siano al di sotto della media dei paesi analizzati dall’organizzazione internazionale.

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