Garante

Da ottobre un software per la velocità di navigazione

Internet

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Ci lamentiamo spesso che la velocità di navigazione che riusciamo a raggiungere non è quella promessa dai rispettivi gestori telefonici che vengono utilizzati e che la copertura della zona non è ottimale, ma tra qualche mese sarà possibile rendere più trasparente questa operazione grazie all’introduzione di un nuovo che permetterà di misurare in modo effettivo il livello raggiunto.

Questro strumento prende il nome di “Misura Internet” ed è stato voluto proprio dall’Autorità per le Comunicazioni che ha scelto di intervenire a tutela degli utenti e che potrà essere utilizzato in modo gratuito. Questa potrà essere un’opportunità molto utile per poter scegliere meglio il gestore a cui affidarsi e verificare inoltre se ci sono disparità a livello di velocitò che realmente si può ottenere rispetto a quella che viene promessa al momento della stipula del contratto.

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Slitta il passaggio definitivo al digitale in Lombardia

Lombardia

Lombardia

Sono sempre di più ormai gli italiani che possono avvalersi dei vantaggi offerti dalla televisione in digitale e per quanto riguarda una regione vasta come la Lombardia dopo Raidue e Retequattro, ormai visibili solo attraverso l’apposito decoder, nei prossimi mesi è previsto lo switch off, ovvero il passaggio definitivo che riguarderà tutti i canali finora visibili in chiaro e in modalità analogica.

Ora, però, alcune zone come la Lombardia e il Piemonte Orientale c’è da registrare il dato che il cambiamento arriverà in modo definitivo il 25 ottobre e non più come inizialmente previsto il 15 settembre. A prendere questa decisione è stato il Comitato Nazionale Italia Digitale che lo ha stabilito accettando una proposta arrivata dal Ministero che aveva richiesto una proroga in modo tale da valutare al meglio che le condizioni necessarie per attuare il passaggio in modo tale da creare meno disagi possibili ai tanti cittadini che verranno coinvolti da questo cambiamento.

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L’Agcom si attiva per abbassare le tariffe dell’internet mobile

Mobile Internet

Mobile Internet

Secondo le ultime statistiche l’, ovvero la navigazione effettuata attraverso il cellulare, è diventata sempre più diffusa favorita anche dalle varie tariffe agevolate che le compagnie telefoniche hanno introdotto in favore degli utenti, anche se analizzando le varie proposte tra cui è possibile scegliere l’Agcom, l’autorità per le Comunicazioni, ha verificato che i prezzi attivi in Italia sono più elevati rispetto a quello che avviene all’estero.

E’ stato quindi deciso per tutelare al meglio gli utenti di introdurre un regolamente che permetta una soglia massima che non sarà possibile superare in modo tale da non trovarsi di fronte a sgradite sorprese e a spese maggiori di quello che si potrebbe aspettare. Si attuerà quindi un’operazione di trasparenza da parte delle compagnie telefoniche nei confronti degli utenti comunicando loroi consumi del loro e indicando dei piani tariffarie  delle soglie di consumo da non superare in base alle esigenze di ognuno.

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Nuove multe agli operatori telefonici italiani

Telecom Italia

Italia

Dal momento in cui è entrato in funzione il decreto Bersani che ha portato a una liberalizzazione del mercato anche per quanto riguarda la gestione degli operatori telefonici è venuto a cadere il monopolio esercitato da e ogni utente ha quindi la possibilità di scegliere tra le varie opzioni dei e le loro diverse tariffe. Nonostante questo, per, alcuni provider continuano ad agire con comportamenti scorretti e a volte irregolari e questo inevitabilmente genera sanzioni pesanti da parte del Garante per le Comunicazioni che proprio recentemente ne ha comminate altre per un valore che supera il milione e duecentomila euro.

Nememno Italia è rimasta esente da questa situazione, colpevole di avere disabilitato senza il permesso alcuni servizi concessi agli utenti e addirittura in alcuni casi ha reso impossibile il passaggio a un altro gestore, un’operazione che è appunto ormai consentita da diverso tempo. La multa pià pesante è stata invece comminata nei confronti di Novatel, dopo avere sfruttato numerazioni a pagamento in modo diverso da quello che era stato previsto dal regolamento.

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Numerazione automatica dei canali per il digitale terrestre

Digitale Terrestre

Digitale Terrestre

Ormai tutta l’Italia sta progressivamente passando alla televisione digitale terrestre e questo porterà alla possiiblità di vedere immagini con una qualità superiore rispetto al passato, ma anche a una maggiore offerta di a disposizione. I nuovi televisori sono già dotati del decoder integrato, mentre chi ha un apparecchio più datato deve acquistare il dispoositivo esterno, anche se questo può avere la conseguenza di rendere disponibile a seconda delle varie abitazioni una numerazione differente dei che può essere difficile da ricordare.

Attraverso una riunione apposita l’autorità delle Comunicazioni ha così stabilito un modello di numerazione dei che avverrà in modo automatico, una scelta proprio per poter facilitare le abitudini degli utenti. Questo progetto avrà una validità su tutta la penisola e stabilisce varie categorie di numeri in base al tipo di canale in questione: dall’1 al 9  e a partire dal 20 del primo arco di numerazione andranno quindi posti i generalisti; dal 10 al 19 e dal 71 alla fine verranno invece collocate le imittenti locali, mentre i specifici del digitale terrestre si troveranno fino al 70 del primo arco di numerazione.

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L’Antitrust indaga sull’operato di Telecom

Dal momento in cui è stata approvata la Legge Bersani che ha stabilito che ogni cittadino ha la possibilità di scegliere liberamente il gestore telefonico da cui vuole essere fornito senza più avere l’obbligo della bolletta e quindi di pagare il canone, il gradimento da parte degli utenti nei confronti della di Stato sembra essere diminuito.

L’, in particolare, sta indagando per cercare di chiarire al meglio il modo in cui si sia comportata la compagnia che fino a qualche anno fa deteneva il monopolio del mercato dato che i vertici di Fastweb l’hanno denunciata ritenendo che si sia verificato un nel corso di due gare che erano state messe in atto e a cui potevano partecipare i vari gestori. La compagnia che governa il mercato della banda larga, infatti ritiene che abbia potuto usufruire di alcune informazioni maggiori che avrebbe poi sfruttato per ottenere degli introiti, anche se l’amministratore delegato, Franco Bernabè, ha cercato di difendere l’azienda affermando che nei fatti questo non si è verificato.

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L’Agcom non vuole essere uno sceriffo per Internet

Agcom

Agcom

L‘Agcom è l’ente che si occupa di effettuare un controllo sui contenuti che vengono pubblicati in rete evitando che possano subentrare effetti nocivi del o altri problemi che rovinano i rapporti tra le varie azienda, anche se il ruo presidente, Corrado Calabrò, ha voluto precisare che il loro modo di agire non deve essere simile a quello degli sceriffi nel far west, tenendo comunque presente che ci deve essere un minimo di regolamentazione da seguire.

Si deve quindi cercare di far sì che tutte le parti possano essere soddisfatte dall’accordo che può essere generato dato che i motori di ricerca sono uno degli aspetti che maggiormente vengono consultati per ottenere informazioni, ma questo danneggia gli introiti che possono ricavare le aziende che quotidianamente impiegano un ampio traffico di dati evitando di mettere in atto gli investimenti per trasformare i cavi in rame in fibra ottica.

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Pirateria, i provider non sono responsabili

Pirateria

Pirateria

La pirateria online, ovvero il poter scaricare in modo illegale dal musica o software, è un fenomeno ancora particolarmente attivo e finora non sono bastate a combatterlo le vare misure che sono state introdotte da parte dei governi. Ci sarebbe però la possibilità di individuare in modo preciso gli utenti che si rendono colpevoli di queste azioni e che possono essere rintracciati attraverso il loro indirizzo ip di cui rimane sempre traccia nel corso di operazioni di questo tipo, anche se questo può costituire una violazione della loro privacy.

Per cercare di dirimere la questione la Federazione Anti Pirateria Abusiva si era rivolta al Tribunale Civile di Roma accusando la di non averle comunicato i dati necessari, ma alla fine la è uscita indenne dalla causa dato che è stato deciso che non ci può essere alcun obbligo di comunicazione dei dati degli utenti. Spetta infatti solo all’autorità giudiziaria cercare di individuare comportamenti scorretti e non è compito dei provider vigilare sulle azioni che vengono fatte, nemmeno se si tratta di fatti illegali.

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Dal Garante regole universali per la privacy sul web

Privacy web

Privacy

Continua a fare discutere anche a distanza di tempo la sentenza che aveva condannato Google e di cui in questi giorni sono uscite le motivazioni perchè avrebbe dovuto informare in modo più corretto sui suoi obblighi in merito ai dati personali di terzi che in questo caso sarebbero state le persone che sono state riprese nel video messo online.

Il presidente dell’Autorità Garante per la Privacy, Francesco Pizzini, ritiene però che la sentenza del giudice non abbia interpretato bene l’articolo 13 a cui fa riferimento ed è per questo che con ogni probabilità potrebbe venire rigettata nel momento in cui verrà effettuato il processo d’appello. Pizzini, però, allo stesso tempo ritiene che sia comunque positivo che un colosso come quello di Mountain View debba impegnarsi a verificare che gli utenti non compiano atti proibti, anche se non c’è per loro alcun obbligo di controllare i contenuti pubblicitari che vengono pubblicati e questo quindi non va a minare la libertà che vige nel .

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Addio alle cabine telefoniche

cabina

cabina

Gli anziani e chi ha dai vent’anni ion su si ricorderanno sicuramente della cabina telefonica e del periodo in cui per poter effettuare una chiamata fuori dalle abitazioni era necessario essere dotati di moneta o di una scheda telefonica per poter entrare in contatto con quancuno dato che i cellulari non esistevano ancora.

Presto, però, le poche cabine che ancora sono presenti nelle nostre strade sono destinate a scomparire visto che ormai possono essere considerate quasi inutili dato che praticamente tutti sono dotati di un cellulare (a volte anche più di uno a persona) e ne fanno in alcuni casi un utilizzo anche eccessivo indipendentemente dall’età. La decisione arriva da parte dell’Agcom, l’Autorità per le Comunicazioni, che ha affidato il compito alla di smantellarle, dato che è la ad avere in carico questi impianti.

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