Statistiche e dati

Cresce il numero degli over 60 sul web

E’ consuetudine da parte della maggior parte delle persone di pensare che internet e i mezzi tecnologici in genere siano più adatti a un utilizzo da parte dei giovani, non pensando che il sia uno strumento molto interessante per approfondire diversi argomenti e anche come aiuto nelle azioni quotidiane.

Nell’ultimo periodo, però, questa tendenza sembra essersi modificata e secondo quanto osservato da un’indagine svolta dall sta crescendo il numero delle persona al di sopra dei sessant’anni che si avvicinano al e alla navigazione in internet spronati da una voglia di conoscere anche realtà che potrebbero apparire lontane a loro.

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I minori sul web senza alcun controllo

giovaniAnche i giovanissimi hanno ormai maturato una dipendenza sempre più forte da internet, uno strumento che viene utilizzato non solo come aiuto per lo studio per cercare nuove informazioni, ma soprattutto per i social network che vedono crescere ogni giorno il numero degli iscritti.

Per quanto riguarda i e il tempo da loro trascorso in internet, c’è però un problema che spesso non viene considerato ma che se non si cerca di correre ai ripari al più presto mette in pericolo questi giovani: molto spesso, infatti, vengono lasciati da soli davanti al video senza il controllo da parte dei genitori con il rischio di essere contattati da sconosciuti, una situazione che coinvolge il 73% degli italiani.

Per domani è previsto un appuntamento importante che riguarderà gli utenti europei e che consisterà in una giornata dedicata alla sicurezza degli utenti che navigano in internet: l’evento è stato organizzato da Insafe, un organismo che all’interno dell’Unione Europea opera per salvaguardare un utilizzo sicuro di internet. I risultati di questa indagine evidenziano che il 79% dei giovani europei hanno un proprio profilo personale all’interno di un social network dove pubblicano anche sensibili attraverso i loro post, anche se il 43% di loro non pensa che questo possa essere pericoloso per la propria persona.

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Sono ancora pochi gli anziani che utilizzano internet

internet in internet può essere considerata certamente un’attività molto familiare per i più giovani che la utilizzano nel tempo libero sia per informarsi sia per mantenere i contatti con i propri amici,a ma chi invece si trova in età da pensione equindi non è stato abituato a servirsene sul lavoro non sempre ne conosce i meccanismi. I numeri evidenzaino in maniera ancora più precisa questa differenza: l’82% dei giovani tra gli 11 e i 19 ani navigano in rete, mentre per quanto riguarda le persone tra i 60 e i 65 anni lo fanno solo il 22,8%.

A comunicare questi dati è stata una ricerca svolt dall’ che ha esaminato le persone analizzando il loro rapporto con il web negli ultimi mesi di quest’anno che ormai si sta per concludere e questo sta a significare che il nostro Paese si dimostra ancora piuttosto indietro rispetto alle altre nazioni europee dove praticamente in ogni fascia d’età internet è un compagno di vita quasi quotidiano. Questa indagine mette inoltre in evidenza il fatto che rispetto allo scorso anno è cresciuta la percentuale delle persone che utilizzano internet per approfondire alcuni argomenti e per l’apprendimento (gli studenti lo ritengono anche un mezzo utile per fare delle ricerche) dato che si è passati dal 58,3% al 69.4% registrato nel 2009, ma lo stesso vale anche per chi si serve di internet per informarsi e scaricare giornali (dal 38,4% al 46,7%).

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2 miliardi per l’Apple Store

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Store arriva a quota due miliardi di applicazioni scaricate! Questo record è dovuto anche grazie al grande successo delle ultime versioni di e iPod Touch, dove sempre più utenti attingono alle risorse, gratuite e a pagamento, presenti nel negozio online. Negli ultimi cinque mesi, ad esempio, la media è di circa 6,5 milioni di download al giorno, pari a circa 5000 applicazioni scaricate ogni minuto. L’App Store è un megastore online in grado di mettere a disposizione degli utenti qualcosa come 85.000 applicazioni, sviluppate da oltre 125.000 programmatori dell’ Developer Program.

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Google caffeine

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Da circa un mese è in circolazione la nuova release di , in particolare riguarda il suo motore interno e tale aggiornamento promette più velocità, accuratezza nei risultati e nel catturare le breaking news e un maggior numero di risultati in risposta alle ricerche.
Il nome in codice è ‘caffeina’. Sulle breaking news, Caffeine è nella media: non regala niente di più e niente di meno rispetto ai suoi concorrenti. Vince poi ancora la nuova versione rispetto alla vecchia per la ricchezza dei risultati. La sorpresa è però che su due ricerche su tre viene battuta a sua volta dal concorrente Bing, proposto da e che ancora stenta a partire.

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Google Statistiche

ha lanciato la nuova versione italiana di Insights (visibile al link http://www..it/insights/search/# ). E’ uno strumento molto utile per chi vuole confrontare i statistici. Con Statistiche di ricerca è possibile infatti confrontare modelli di volumi di ricerca in regioni, categorie, intervalli di tempo e proprietà specifici. Visualizza. Il servizio già funzionava per il nostro mercato accedendovi dalla versione .com, ma è stato ora potenziato e localizzato, aggiungendo anche previsioni sull’andamento delle parole chiave e mappe animate.

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Google con la pubblicità

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Da poco ha compiuto 11 anni e per la prima volta, ma solo in alcuni paesi europei tra i quali l’, nella homepage del più importante motore di ricerca al mondo è comparsa la pubblicità! E precisamente, riguarda un cellulare, l’ Magic in partnership con .
Anche se non si scompone, si tratta comunque di un cambiamento radicale nella politica della società. Anche perchè, se si fa pubblicità sulla home page di , significa che 19,8 milioni di utenti italiani l’hanno visto (vale a dire l’87,5 per cento di quanti nella penisola si sono collegati a ), il che in termini di guadagno non sono pochi.
La pubblicità in homepage è molto scarna e si tratta di un semplice testo, che, senza elementi grafici che lo qualifichino come annuncio commerciale, recita: “Novità! Il telefono Magic è in vendita. Altre informazioni”. Seguendo il link, si giunge a una pagina in cui appare in grande evidenza il pulsante “Acquista adesso”, e da qui al negozio .
Uno degli imperativi del motore è sempre stato non inserire alcun elemento che potesse in qualche modo distrarre l’utente dal suo obiettivo primario. Come ha più volte osservato Marissa Mayer, vicepresidente della società: “Il nostro scopo è assicurarci che le persone trovino quel che stanno cercando e lascino la pagina il più presto possibile”.

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Accordo firmato tra Yahoo e Microsoft contro Google

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« e hanno annunciato un che migliorerà l’esperienza di ricerca sul per utenti ed inserzionisti e sosterrà l’innovazione nell’industria. In termini semplici, potenzierà la ricerca mentre diventerà la forza esclusiva globale per le inserzioni di entrambe le compagnie».
Ecco il comunicato ufficiale tanto atteso: e iniziano una collaborazione pluriennale tentando di sfidare Google. Interessante la dichiarazione di Carol Bartz, CEO , che vede nella stretta di mano con Ballmer quel carico di valore che il gruppo si attendeva da (niente soldi, dunque, ma una scommessa comune: tra le righe, una vittoria di Ballmer quantomeno per il breve periodo).
Questi gli elementi chiave dichiarati nel comunicato ufficiale :
«L’ ha durata decennale»;
« acquisisce una licenza esclusiva per le tecnologie di ricerca e potrà integrare le tecnologie di ricerca nelle esistenti piattaforme di ricerca sul »;
«Bing diventa l’algoritmo esclusivo per ricerca sui siti [...]»;
diventa concessionario esclusivo per la vendita delle pubblicità sugli spazi comuni e la piattaforma ’s AdCenter diviene lo strumento predefinito per regolare i meccanismi di transazione e di inserzione;
Le due aziende manterranno separati i gruppi dediti al display advertising e le forze vendita;
ricompenserà tramite revenue sharing, ma non viene precisato il quantitativo esatto della condivisione; garantirà inoltre gli introiti di per almeno i primi 18 mesi;
avrà benefici a regime per 500 milioni annui e risparmi per 200 milioni, con profitti annui stimati a livello di cash flow per circa 275 milioni;
I due gruppi assicurano massima tutela della privacy con una condivisione minima dei relativi alle ricerche al fine di garantire massima aderenza agli standard per la tutela degli utenti; Un apposito sito è stato predisposto per spiegare la natura dell’ nei dettagli e nel modo in cui andrà evolvendosi. In assenza di contestazioni o indagini di approfondimento da parte delle istituzioni, le parti contano di dare il via ufficiale alle attività comuni nei primi mesi del 2010.

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Apple iPhone 3GS va alla grande

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A poche settimane dal lancio del nuovissimo 3GS (con software 3.0) si possono già fare ottimi bilanci: dopo tre giorni sono stati venduti oltre un milione di 3GS, a cui si sommano sei milioni di del software 3.0 nei primi cinque giorni dal suo rilascio.
Come ricordato da Steve Jobs, CEO di appena operato da un tumore, il merito di questo grande successo si deve alle innovazioni introdotte dalla nuova versione del telefonino ed alle possibilità offerte dal software.
In particolare, l’ OS 3.0 dispone di oltre 100 nuove come il Copia, Taglia e Incolla, gli MMS, la Ricerca Spotlight, la tastiera orizzontale e molto altro.

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La banda larga fatica in Italia

italia

L’ è al settimo posto nella classifica dei paesi dell’OECD per numero di abbonamenti alla banda larga con 11 milioni circa di abbonati.
L’Organization for Economic Cooperation and Development ha da poco rilasciato un ampio rapporto sullo stato del broadband nei 30 stati che aderiscono alla famosa organizzazione internazionale; i dati forniti dall’OECD fanno riferimento allo scorso dicembre 2008.
Al primo posto si collocano ovviamente gli Stati Uniti con ben 80 milioni di abbonati al broadband. Al secondo si trova il Giappone con oltre 30 milioni di sottoscrizioni alla banda larga e, al terzo posto, la Germania con 22,5 milioni di utenti.
I dati per l’ sono poco incoraggianti anche dal punto di vista della penetrazione del broadband su base annua, ovvero dall’aumento di abbonati ogni 100 abitanti. L’incremento netto da dicembre 2007 all’ultimo mese del 2008 è stato pari a 1,96 su 100 abitanti, dato che colloca il Bel Paese nella diciottesima posizione della classifica stilata dall’OECD. La considerazione che si può fare è che il broadband italiano risulta ancora poco diffuso, nonostante i costi per la sua gestione su base mensile siano al di sotto della media dei paesi analizzati dall’organizzazione internazionale.

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